alimenti vari

2. Le bevande

LE BEVANDE

SI:       Beviamo acqua, spremute di frutta, estratti di frutta e verdura, tisane, infusi, tè verde…

NO:     Bibite, bibite gassate, succhi di frutta, soft drinks, energy drinks, bibite diet, liquori

Bibita
Definizione
La bibita è un tipo di bevanda analcolica a base di acqua naturale o acqua gassata con carbonato di sodio (comunemente detta soda) e quasi sempre addizionata ad aromi e sostanze dolci (zucchero oppure dolcificanti o fruttosio). Tali bevande possono contenere anche caffeina, taurina (in particolare i cosiddetti energy drink) e/o gomma arabica e vengono utilizzate a volte nella preparazione di cocktail.
Tra le bibite rientrano la gazzosa, il chinotto, l’acqua tonica, le spume all’arancia, al cedro o al pompelmo e le bibite a base di cola.
Per il confezionamento è diffusa, oltre alla confezione in lattina, l’imbottigliamento in bottiglie in vetro o plastica PET.

Caratteristiche
Questo tipo di bevande è spesso indicato con nomi differenti, mutuati da quelli in uso sul mercato anglosassone: soft drink, pop, soda, coke, soda pop, fizzy drink, tonic o carbonated beverage. Soft drink è il termine più diffuso e utilizzato.
Prodotti come le bevande energetiche in uso fra gli sportivi e i succhi di frutta in genere non sono considerati soft drink, così come non lo possono essere le bevande calde a base di cioccolata, tè, caffè e latte (inclusi frullati e frappè).
Solitamente servite fredde o a temperatura ambiente, le bibite sono chiamate soft drink in contrasto con le bevande definite – sempre nel mercato anglosassone – hard drink, ovvero le bevande alcoliche. Piccole quantità di etanolo, tuttavia, possono essere presenti anche nei soft drink, sebbene il titolo alcolometrico non possa superare lo 0.5% del volume totale del prodotto nel caso in cui il drink debba essere classificato come analcolico.
Le più diffuse bibite sono, oltre alle già citate cole, spume e gassose, la limonata e l’aranciata, oltre alle bibite a base di lime, la root beer (un particolare tipo di birra gassata diffusa in Nordamerica), la grape soda, la cream soda a base di vanillina, il ginger ale, il punch a base di frutta da servire freddo e senza alcool (Delaware Punch), lo squash a base di sciroppo di frutta, lo Julmust.

Sintomi del consumo eccessivo di bibite gassate
• Mal di testa
• Tremori
• Aritmia cardiaca
• Ansia
• Problemi a dormire o insonnia
• Depressione
• Nausea e vomito
• Urinare di frequente
• Diminuzione della densità della massa ossea (a causa di un basso assorbimento di calcio)
• Comparsa di protuberanze e dolore al seno
• Perdita dell’appetito

Che impatto possono avere le bibite gassate sulla salute?
Esistono sempre più ricerche che segnalano gli effetti negativi di numerosi prodotti che ci siamo abituati a consumare; è il caso delle bibite gassate.
Impatto sul sistema nervoso
Molte di queste bibite gassate contengono un’alta concentrazione di caffeina. La caffeina è un alcaloide che ha effetti stimolanti sul sistema nervoso autonomo e sul cuore, così che stimola lo stato di veglia e la resistenza alla stanchezza, oltre ad essere un potente vasodilatatore. Tuttavia, questi sono tutti i suoi benefici. Il consumo eccessivo di caffeina può provocare dipendenza, mal di testa, aritmia cardiaca, insonnia e ansia. Gli stessi sintomi si presentano se assumete troppo caffè o tè al giorno.
Effetto cancerogeno
Le bibite gassate devono avere un sapore e un colore accattivante, oltre a doversi conservare in buono stato per molto tempo. È per questo motivo che vengono aggiunti numerosi conservanti, acidulanti e additivi chimici che possono risultare molto dannosi per il sistema renale. Queste sostanze tendono ad accumularsi nei tessuti e possono provocare la comparsa di cellule cancerogene e, a lungo termine, lo sviluppo di un tumore. Non lasciatevi ingannare dal fatto che alcune sono antiossidanti, il vostro organismo ha bisogno di antiossidanti naturali che può trovare nella frutta e nella verdura.
Aumento del reflusso durante la digestione
Si crede che, al contrario di ciò che si pensava in passato, le bibite gassate possono avere un effetto negativo sul processo digestivo. L’anidride carbonica presente in queste bevande aumenta l’acidificazione dei succhi gastrici e accelera la loro produzione, che a sua volta accelera la digestione, ma che allo stesso tempo causa reflusso gastroesofageo, acidità e problemi di assorbimento, che possono risultare particolarmente dolorosi nelle persone che soffrono di gastrite o ulcere allo stomaco.
Possono causare carie
È stato anche indicato che il CO2 e lo zucchero delle bibite gassate danneggiano la bocca e i denti poiché alterano la percezione del gusto, corrodono lo smalto dentale e possono causare la comparsa di carie.
Provocano sovrappeso
In generale le bibite gassate hanno un’alta concentrazione di edulcoranti, che siano ad alto o basso valore calorico (una lattina può contenere 3 o 4 cucchiai di zucchero). Quelli a basso valore calorico sono ad esempio il sorbitolo, l’aspartame e la saccarina, mentre gli edulcoranti più calorici sono il saccarosio e il glucosio. Un eccesso nel consumo di questi zuccheri provoca aumenti nei livelli di zucchero nel sangue, infiammazione del pancreas e diabete. I carboidrati che non vengono convertiti in energia mediante processi metabolici vengono accumulati sotto forma di grassi nei tessuti e nelle arterie provocando sovrappeso ed arteriosclerosi.
Perdita della massa ossea
Come se non fosse abbastanza, gli acidi e la caffeina presenti in queste bibite sono nocivi per lo scheletro poiché interferiscono sull’assorbimento di calcio da parte delle ossa, causando la perdita di massa ossea, debilitandole e favorendo la comparsa di osteoporosi. La combinazione di zucchero e acido rende difficile l’assorbimento di ferro da parte delle cellule, il che può causare anemia e renderci suscettibili alle più svariate infezioni.
Fate attenzione alle bibite gassate light
Per evitare i problemi di peso e il diabete, non basta bere bibite gassate light. Dobbiamo avvertirvi che neanche gli edulcoranti sostitutivi dello zucchero possono essere ingeriti in grandi quantità perché sono sostanze che interferiscono su diverse reazioni metaboliche e che provocano danni cerebrali, perdita della memoria e che addirittura favoriscono lo sviluppo di malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.

In conclusione

Sebbene possano risultare deliziose, vi consigliamo di sostituire le bibite gassate con acqua, spremute, frullati, estratti e succhi naturali così da proteggere la vostra salute. Questo consiglio è diretto a tutti, ma in particolar modo alle donne in gravidanza e alle persone che soffrono di problemi nervosi, problemi al seno, ulcere gastriche, problemi cardiovascolari, ipertensione arteriosa ed emicrania, poiché sono gli individui più a rischio.
Ricordate, piacere e salute devono andare di pari passo.
Le bibite gassate non solo non rappresentano una bevanda indispensabile per la nostra salute, ma anche un vero e proprio non-alimento, responsabile della diffusione di patologie come obesità, carie e diabete.
Bere bibite gassate e zuccherate non soltanto comporta implicazioni negative per il nostro organismo e per l’ambiente, a causa dell’inquinamento e dello spreco di preziose risorse idriche, ma anche implicazioni sociali legate allo sfruttamento dei lavoratori. Smettere di bere bibite gassate significa anche boicottare le multinazionali produttrici delle stesse.

Ecco alcuni validi motivi per dire basta:

1) Perdere peso
Le bibite gassate sono solitamente ricche di zuccheri e di dolcificanti, provocano gonfiore e incrementano, senza che chi le consuma se ne renda particolarmente conto, l’introito giornaliero di calorie. Secondo quanto riportato dal blog Fooducate, berne una lattina al giorno può provocare un aumento di peso considerevole, rispetto a quanto avverrebbe preferendo l’acqua.

2) L’inganno delle Bibite diet
Le bibite gassate pubblicizzate come “diet” spesso non sono altro che un inganno e non di certo un toccasana per la salute. Possono infatti spingere l’organismo a rilasciare insulina al fine di assorbire degli zuccheri che in realtà non arriveranno mai tramite l’assunzione della bevanda. Ne risulta un incremento della produzione di cellule adipose.

3) Presenza di Dolcificanti artificiali
L’impiego di dolcificanti artificiali all’interno delle bibite gassate è molto frequente, sebbene vi siano studi scientifici che mettono in guardia dal ricorso ad essi dal punto di vista della salute. L’assunzione di alcuni dolcificanti artificiali sarebbe stata legata al rischio di cancro. Lo stesso zucchero raffinato dovrebbe essere considerato come una vera e propria sostanza nociva per l’organismo.

4) Aumentano il rischio di Diabete
Alcuni studi scientifici, ripresi tra l’altro di recente, attraverso la campagna volta a scoraggiare il consumo di bibite gasate “The Unhappy Truth About Soda”, hanno posto in correlazione il consumo di tali bevande con la diffusione, soprattutto nel mondo occidentale, di patologie del “benessere”, quali il diabete di tipo 2.

5) Rovinano il sorriso
Consumare bibite gassate pone a serio rischio la bellezza del proprio sorriso. Alcune sostanze contenute in tali bevande infatti contribuiscono a rovinare in maniera grave lo smalto dei denti. Sapete che nel momento in cui vi apprestate a bere una delle più comuni bibite gassate, state esponendo i vostri denti ed il vostro apparato digerente a considerevoli quantità di acido fosforico?

6) Risparmiare
Coloro che consumano bibite gassate in modo quotidiano, o quasi, hanno mai pensato di calcolare l’ammontare del budget familiare destinato ogni anno all’acquisto di bevande il cui consumo non è indice di una sana alimentazione? Smettere di acquistarle rappresenterà un vero e proprio guadagno sia per il portafogli che per la salute.

7) Coloranti artificiali
La presenza di coloranti artificiali di dubbia provenienza all’interno delle bibite gassate dovrebbe mettere immediatamente in guardia ognuno di noi, e soprattutto i genitori che le acquistano per i propri bambini, dal loro consumo. Coloranti come la tantrazina, utilizzata non soltanto nelle bibite gassate, ma anche in caramelle, gelati, yogurt e minestre confezionate, sono stati correlati allo sviluppo di iperattività nei più piccoli.

8) Papille gustative
Il consumo di bibite gassate abitua le papille gustative ad avvertire un sapore artificialmente dolce che verrà ricercato nel momento in cui ci si dedicherà a gustare altre bevande o alimenti, comportando una vera e propria alterazione della percezione del gusto. Diminuendo le quantità di zucchero raffinato consumato giornalmente – e di bevande eccessivamente dolci – si ricomincerà ad apprezzare il reale sapore degli alimenti più salutari. Provare per credere.

9) Ragioni ecologiche
L’acquisto di bibite gassate in lattina o in bottiglia ha una conseguenza immediatamente prevedibile per l’ambiente: l’incremento del quantitativo di rifiuti prodotti quotidianamente da parte di coloro che le acquistano. Smettere di bere bibite gassate significa ridurre il proprio impatto ambientale ed inquinare di meno.

10) Ragioni etiche
Da dove proviene l’acqua impiegata per la produzione di bibite gassate? In passato, alcune delle più note multinazionali produttrici delle stesse, sono state accusate di sottrarre illegalmente acqua potabile alle popolazioni povere dell’India, oltre che di sfruttamento dei lavoratori, stavolta proprio in Italia. Ricordate il caso di Rosarno?

Bevande gassate e bibite – Tabella Calorie
Bevande gassate e bibite sono ben note per contenere dolcificanti come lo zucchero, nonché altri aromi.
Di per sé sono analcoliche, ma possono essere usate per creare bevande miscelate, come per esempio rum e coca.
Molte bevande gassate e bibite contengono anidride carbonica, mentre altre a base di frutta non sono generalmente frizzanti.
Dato che l’ingrediente comune di bevande gassate e bibite è spesso lo zucchero, in particolare lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio, esse sono considerate fonte di Calorie vuote.
Ciò significa che in corrispondenza delle quantità di energia per dose riportate nella tabella delle calorie, ci sono pochissimi nutrienti di cui l’organismo ha bisogno per funzionare come una macchina ben oliata.
Controlla i valori nutrizionali della tua bibita preferita per scoprirlo. Invece di una lattina di Fanta al gusto di frutta, lo stesso numero di calorie possono essere apportate da un vero frutto come una banana, che fornisce potassio, o un’arancia, che contiene molta vitamina C.
Le bevande gassate dietetiche contengono meno calorie, ma hanno un’elevata percentuale di dolcificanti artificiali, aromi e coloranti.

Acqua tonica 100ml    35 kcal    147 kJ
Aranciata 100ml    48 kcal    202 kJ
Aranciata amara 100ml    34 kcal    143 kJ
Bibita gassata 100ml    53 kcal    223 kJ
Cedrata 100ml    139 kcal    584 kJ
Chinotto 100ml    46 kcal    193 kJ
Coca Cola 100ml    42 kcal    176 kJ
Coca Cola light 100ml    1 kcal    4 kJ
Coca Cola Zero 100ml    0 kcal    0 kJ
Crodino 100ml    58 kcal    244 kJ
Fanta 100ml    39 kcal    164 kJ
Fanta Zero 100ml    0 kcal    0 kJ
Ginger ale 100ml    35 kcal    147 kJ
Ginger Ale Schweppes 100ml    38 kcal    160 kJ
Limonata / Gassosa / Spuma 100ml    42 kcal    176 kJ
Minute Maid 100ml    46 kcal    193 kJ
Minute Maid Light 100ml    2 kcal    8 kJ
Pepsi 100ml    44 kcal    185 kJ
Pepsi light 100ml    0 kcal    0 kJ
Powerade 100ml     120 kcal    504 kJ
Sanbittèr / San Pellegrino Bitter 100ml    66 kcal    277 kJ
Sprite 100ml    37 kcal    155 kJ
Sprite Zero 100ml    0 kcal    0 kJ
Tè freddo 100ml    27 kcal    113 kJ
Troppi zuccheri e calorie gratuite nei soft drink
Fra bevande gassate, tè e succhi di frutta aumenta la quota di chilocalorie liquide nella dieta. Si discute della proposta francese di tassare le bibite edulcorate, ma quanti sanno che una lattina di cola contiene l’equivalente di sette zollette?

Giunta nel bel mezzo della stagione estiva, la proposta francese di imporre una tassa sulle bevande zuccherate ha fatto andare di traverso qualche sorso agli appassionati di cola, aranciate e simili.
Se tradizionalmente dall’Italia si guarda con un certo distacco ai dati provenienti da paesi come gli Stati Uniti, dove le bibite dolci e colorate sono molto più diffuse dell’acqua, la questione si pone anche per i consumatori italiani, che negli ultimi trent’anni hanno moltiplicato le calorie giornaliere provenienti dalle bevande.
Qual è l’impatto sulla salute delle bibite zuccherate e quali sono le misure davvero efficaci per contenerne l’uso?

Calorie liquide
«Il peso medio dei francesi è aumentato di oltre 3 chili fra il 1997 e il 2009». Con questa motivazione, il governo d’Oltralpe ha presentato a fine agosto la proposta di inserire un’accisa sulle bevande zuccherate, al duplice scopo di lottare contro il sovrappeso e rimpinguare le casse statali.
Pronta la risposta dei produttori, che ricordano come le calorie provenienti dalle bibite siano marginali – il sette per cento dicono le aziende Usa, il 3,5 in Francia, il 2-3 in Italia, secondo Assobibe, l’associazione italiana che riunisce gli industriali delle bevande analcoliche.
Nel nostro paese, riportano i produttori, si consumano quasi cinque miliardi di litri annui di bevande analcoliche, di cui tre miliardi di litri circa di bibite gassate e due miliardi di litri di succhi e nettari. Sono circa 53 litri pro-capite l’anno, rispetto ai cento litri in Gran Bretagna, 102 in Spagna, 82 in Germania, 120 in Irlanda, 90 in Austria, 80 in Svizzera.

Non solo bollicine
L’invito alla cautela non riguarda soltanto cola, aranciata, chinotto e bevande gassate, ma anche succhi di frutta, tè e tisane aromatizzate, energy drink.
Si tratta di bevande che non dissetano più dell’acqua, che apportano un’elevata quantità di zuccheri e di calorie, con uno scarso o nullo apporto di altri elementi nutritivi, come fibre, vitamine, sali minerali, proteine o amidi. Sono insomma calorie quasi gratuite che spesso tendiamo a sottovalutare.

Zuccheri a sorpresa
Un consumo esagerato di zuccheri – ricordano gli esperti dell’Istituto nazionale di ricerca sugli alimenti e la nutrizione (Inran) – può portare a un regime dietetico squilibrato o eccessivo sotto il profilo energetico, tale da facilitare l’eventuale comparsa di malattie come obesità, diabete e malattie cardiovascolari.
Tanto per fare un esempio, una lattina di aranciata o di cola (da 330 millilitri) contiene 33-35 grammi di zuccheri: più o meno come sette zollette di zucchero, quindici caramelle dure o una ventina di biscotti secchi.
La stessa lattina apporta 125-129 chilocalorie, ma zero grassi, amidi o proteine. Ha più o meno le stesse calorie di una merendina alla marmellata da 35 grammi, ma contiene il doppio degli zuccheri. I succhi di frutta, sottolineano i ricercatori Inran, anche se riportano la dicitura senza zuccheri aggiunti, contengono comunque saccarosio, fruttosio e glucosio (zuccheri naturali della frutta) e forniscono circa 70 chilocalorie per bicchiere (200 centilitri).
Da citare uno slogan diffuso in varie città americane in occasione di una campagna per contenere i consumi dei soft drink: «Non mangereste mai 22 zollette di zucchero in un giorno. Perché volete berle?».

Bambini e ragazzi
Molte delle preoccupazioni sono dirette ai più giovani. Nel 2008, il 10-15 per cento delle calorie giornaliere dei ragazzi americani arrivavano dalle bevande zuccherate e dai succhi di frutta, ha stimato un’indagine della Columbia Mailman School of Public Health di New York.
Se negli Usa la percentuale di adolescenti che beve quotidianamente un drink zuccherino supera spesso il 55%, in Italia l’indagine Okkio alla SALUTE 2010 afferma che il 48% dei bambini di 8-9 anni consuma quotidianamente bevande zuccherate e/o gassate (era il 41% nel 2008), un dato che gli esperti legano all’aumento dell’obesità infantile e al diabete giovanile, insieme ad abitudini alimentari scorrette e sedentarietà.

Prima dei 6 anni? L’acqua è più che sufficiente
Va infine ricordato che secondo il decalogo anti-obesità stilato dalla Società Italiana di Pediatria, dalla Società di Pediatria Preventiva e Sociale in collaborazione con il Ministero della Salute, prima dei sei anni d’età è meglio evitare tè istantaneo, tè deteinato, tisane, succhi di frutta, soft drink, acqua zuccherata. Adolescenti: ancora un no agli energy drinks.

Adolescenti: ancora un no agli energy drinks

Un nuovo studio sconsiglia le bibite stimolanti per i giovanissimi, perché associate a problemi di sonno e al consumo di alcolici.
Ancora sulle bibite energetiche o energy drink.
L’ultimo studio, pubblicato su Sleep e avallato dall’Accademia americana di Medicina del sonno, informa che sia questi prodotti sia i problemi di sonno sono associati a un aumento del consumo di alcol tra gli adolescenti.
«Le nostre ricerche suggeriscono che i teenagers probabilmente usino le bevande stimolanti, molto ricche di caffeina, per far fronte a problemi di perdita di sonno, e che sia i problemi di sonno sia l’uso di energy drink portano a ricorrere all’alcol», dichiara Wendy Troxel, esperta di comportamenti sociali, che ha guidato lo studio.
Può essere che si crei un circolo vizioso: bere bicchieri di liquidi eccitanti che rendono reattivi e nervosi, tiene svegli, ma la mancanza di riposo pesa, si fa sentire, e induce a cercar rimedio nell’alcol. È solo una supposizione ma ha senso.
L’indagine della dottoressa Troxel ha preso in esame 2.500 adolescenti, metà maschi e metà femmine, di età media 16 anni, di diverse etnie. Una conferma ulteriore che gli energy drinks sono da riservare a soli consumatori adulti e in particolari condizioni.

Le bevande peggiori per la nostra salute

Come dissetarsi al meglio in estate? La tentazione di scegliere una bibita gassata ghiacciata per far fronte al caldo estivo può essere forte. Ma è davvero la scelta migliore?

Alcune delle bibite comunemente in vendita non sono in realtà così benefiche come certi spot pubblicitari vorrebbero lasciarci credere. Impariamo a riconoscerle e sostituiamole con acqua, spremute, frullati ed estratti di frutta e verdura preparati in casa. Ecco cosa dovremmo evitare di bere (l’ordine in cui sono stati inseriti è indicativo).
1) Succhi di frutta confezionati
I succhi di frutta confezionati il più delle volte non sono altro che un insieme di semplice acqua con aggiunta di coloranti e zuccheri artificiali.
La presenza di succo di frutta o di polpa di frutta è spesso minima. È bene controllare con attenzione le etichette per accertarne la reale quantità. E’ necessario sapere che bere un succo non equivale a mangiare il frutto corrispondente e bisogna sempre tenere sott’occhio la quantità complessiva di zuccheri che ingeriamo nella giornata.
La quantità di frutta nei succhi industriale è sempre pochissima; la qualità di questa frutta è a dir poco scarsa; il contenuto di fibra alimentare è nullo; la quantità di vitamine, sali minerali e fitonutrienti è ridicola.
Invece la quantità di zucchero è normalmente alta, sia quando vi è proprio zucchero, sia quando vi sono i dolcificanti, sia quando a camuffare il tutto è la presenza o l’aggiunta di Fruttosio.
I succhi e i nettari di frutta biologici possono rappresentare una possibile alternativa, anche se la scelta migliore consiste nella loro preparazione casalinga, che può prevedere l’impiego di uno spremiagrumi o di un estrattore.
2) Energy Drink
Gli Energy drink contengono sostanze stimolanti, come caffeina (in media 80 milligrammi per lattina, come in un espresso), taurina, guaranina, maltodestrina, carnitina, ginseng, mate, zuccheri come glucuronolattone, metilxantine e vitamine B. Ed è proprio sull’abuso e il cattivo bilanciamento di queste e altre sostanze e sulla scarsa informazione tra gli adolescenti che si concentrano le critiche e polemiche di associazioni mediche e dei consumatori.
Oltre ai livelli molto elevati di caffeina, secondo i ricercatori canadesi, il vero problema sarebbe quello che i giovani preferirebbero mischiare gli energy drink con gli alcolici o consumarli in elevate quantità durante le attività sportive.
Quando pensiamo agli Energy Drink, ci riferiamo solitamente a bevande a base di caffeina.
Il problema è che la maggior parte degli Energy Drink contiene un quantitativo realmente eccessivo di tale sostanza, accompagnata da zuccheri raffinati.
Queste bevande sono in grado di fornirci energia nell’immediato, ma altrettanto rapido sarà il calo delle forze.
In alternativa, è bene scegliere del tè verde preparato in casa o una manciata di frutta secca, come noci e nocciole.
3) Te’ freddo confezionato
Sia il tè freddo confezionato, che il preparato per tè freddo in polvere possono contenere conservanti e coloranti, oltre ad una eccessiva presenza di zucchero raffinato.
Le bevande zuccherate sono dissetanti soltanto in apparenza, poiché i liquidi introdotti da esse serviranno all’organismo proprio per assimilare gli zuccheri.
Meglio, in alternativa, del tè freddo preparato in casa tramite il classico infuso e dolcificato eventualmente in modo naturale con poco zucchero di canna integrale o delle tisane di erbe da bere fredde.
4) Bibite gassate
Probabilmente è impossibile individuare delle proprietà benefiche riguardanti le bibite gassate.
Il loro consumo è stato correlato alla diffusione delle epidemie dei tempi moderni, con particolare riferimento a obesità e diabete, per non parlare del comune problema della carie, che colpisce innanzitutto i bambini.
Le bibite gassate classiche sono in generale eccessivamente ricche di zuccheri raffinati e dissetano solo in modo momentaneo.
È fortemente consigliato farne a meno.
5) Limonata confezionata
Tra le bevande estive più dissetanti troviamo la limonata che, come i più classici succhi di frutta, viene venduta confezionata tra gli scaffali dei supermercati.
La limonata confezionata può contenere dolcificanti aggiunti, coloranti e conservanti.
Molto meglio dunque prepararla in casa a partire da succo di limone fresco, che permetterà inoltre di arricchire la bevanda di vitamina C.
6) Liquori
Il consumo eccessivo di liquori e di alcolici è stato correlato ad un incremento del rischio di obesità ed all’aggravarsi di problemi di salute, che possono riguardare, ad esempio, la digestione e il fegato.
L’American Cancer Society ha inoltre reso noto che coloro che consumano 3 o più bicchieri di liquore al giorno aumentano del 36% il proprio rischio di ammalarsi di tumore.
7) Bibite “dietetiche”
Le bibite gassate diet sono migliori delle bibite gassate classiche?
Solitamente, purtroppo, non è così.
Le bibite gassate in versione dietetica vedono il più delle volte una semplice sostituzione dello zucchero raffinato con dolcificanti artificiali, anch’essi non propriamente benefici per la salute, accompagnati dagli onnipresenti coloranti e conservanti.
8) Sport Drink
Le bevande artificiali destinate in modo specifico agli sportivi non rappresentano solitamente un concentrato di sostanze benefiche per la salute.
Al contrario, contengono per lo più coloranti, conservanti ed un mix di zuccheri naturali e artificiali.
Per fare il pieno di sali minerali senza ricorrere a queste bevande è possibile scegliere della semplice acqua o dei succhi di frutta freschi.
9) Frullati ipercalorici
Attenzione alle calorie per quanto riguarda i frullati e i frappè a base di frutta oppure al gusto di caffè o di cacao, che prevedano anche l’aggiunta di gelato e/o di panna montata.
Rischiano di trasformarsi in vere e proprie bombe caloriche, oltre che di risultare molto ricchi di zuccheri raffinati, dei quali non possiamo determinare la quantità nel momento in cui il frullato ci venga servito al bar.
Meglio optare per un frullato di frutta casalingo.

Cosa bere?

Acqua naturale o naturalmente frizzante

Tisane
Sono preparazioni farmaceutiche liquide che appartengono alla categoria degli idroliti. La tisana viene definita soluzione acquosa diluita di sostanze medicamentose; sono formate da fitocomplessi, da utilizzarsi per via orale. Una tisana si può preparare con una o più erbe.

Infusi
Sono preparazioni liquide ottenute estemporaneamente versando sulle piante medicinali (fiori, fogli, parti erbacee) acqua bollente, e lasciandovela a contatto per 5-15 minuti. Dopo il raffreddamento si filtra e l’infuso è pronto.

Succhi di frutta naturali
Preparati artigianalmente in casa con
frutta fresca ed eventualmente con
verdure, senza aggiungere zucchero
o dolcificanti.

Spremute
Sono il risultato della spremitura “meccanica” di frutti interi di agrumi: arance, limoni, pompelmi, lime, bergamotti, clementine, mandarini, mandaranci, chinotto, cedri… Le spremute fresche contengono elevatissime quantità d’acqua e gli zuccheri, i sali minerali e le vitamine dei frutti freschi. La resa è maggiore se i frutti hanno temperatura non sotto i 15° e se si fanno rotolare per alcuni secondi su una superficie, sotto il palmo della mano. Come per i centrifugati, per evitare il rischio di ossidazione dei nutrienti, vanno bevute appena preparate e possibilmente senza aggiunta di ghiaccio.

Frullati
Un frullato ha consistenza e sapore diversi da un succo. I frullati, al contrario dei succhi, conservano la totalità di fibre, la componente più saziante di frutta e verdura. Per preparare un frullato basta un buon frullatore: si usa il frutto intero se la buccia è commestibile (privato di eventuali parti non edibili) oppure frutta e verdura già pulite. Va comunque tutto tagliato a pezzetti prima di frullare.
Se vi piace freddo, non aggiungete ghiaccio che lo renderebbe acquoso, ma congelate la frutta tagliata prima di frullarla: avrete un frullato morbido e cremoso.
A parità di ingredienti, la resa del frullato è maggiore di quella del centrifugato perché le fibre insolubili rimangono nel composto. Più lento da digerire, dona un senso di pienezza; è ideale come spezzafame e nel caso di diete dimagranti. Vanno consumati rapidamente, conservati al massimo 1 giorno in frigorifero.

Estratti
Un estratto è il succo ottenuto attraverso un processo di estrazione per pressione, cioè esercitando solamente, come unico processo di trasformazione, uno schiacciamento sul la frutta e gli ortaggi che desideriamo spremere. Quindi un estratto è un cibo fluido dall’alto contenuto di complessi nutrizionali capace, con poco dispendio di energia digestiva, di nutrirci e rigenerarci. L’estratto si può considerare la Ferrari di tutti gli i succhi di verdura/frutta. L’estrattore agisce molto più lentamente della centrifuga (tra i 40 e i 90 giri al minuto) schiacciando con la sua coclea la frutta e la verdura, anche a foglia, senza produrre calore e quindi senza ossidare e distruggere le vitamine e i fitonutrienti.
Mantiene inoltre molta più fibra rispetto a una normale centrifuga e ha una resa superiore (fino al 20%) utilizzando al meglio gli alimenti.
Il risultato di una estrazione dalla frutta e verdura sarà quindi un liquido uniforme che mantiene pressoché invariate le proprietà di fitonutrienti, vitamine e sali minerali, con una discreta permanenza di fibre vegetali, che si assorbe facilmente, ma che non provoca sbalzi glicemici improvvisi e che se formato da corrette quantità di verdura e frutta permette l’assunzione di principi nutritivi essenziali in quantità superiori alla norma.

Tè verde
È una variante del tè ottenuta con foglie di Camellia sinensis (o Thea chinensis) che durante la lavorazione non devono subire alcuna ossidazioneFin dai primordi del suo consumo, al tè verde sono stati attribuiti effetti positivi sulla salute.
Ma solo negli ultimi anni l’entità reale di questi benefici è stata studiata in maniera scientifica: ci sono evidenze secondo cui i bevitori regolari di tè verde mostrano minore incidenza di malattie cardiache e tumori.

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